Questo blog nasce per dare più spazio ai libri che amo e che leggo


Librieparole
Questo blog nasce per dare più spazio ai libri che amo e che leggo.
Oltre alle mie recensioni, qui vorrei ospitare i miei e vostri consigli di lettura e tutto quello che ha a che fare con i libri
e con le parole... in libertà

lunedì 19 agosto 2013

Leggere tutti… dalla A alla Z


Non so per voi, ma per me l’anno nuovo inizia a settembre. Vuoi per via della scuola dei bambini, vuoi per il lavoro che faccio, ma tutto nel mio quotidiano ricomincia a settembre per poi andare in pausa a luglio.
E visto che ormai mancano pochi giorni a settembre già sto rimuginando sui miei buoni propositi per l’anno nuovo.
Buoni propositi… letterari!
Lo scorso anno aderii ad una sfida di lettura che poi si rivelò essere per me una gabbia troppo stretta. Il regolamento imponeva tra le varie e rigide regole, generi molto diversi e io non sono più riuscita a starci dentro. La narrativa è il genere che prediligo, anche se ultimamente mi sono aperta alle guide. Raramente leggo saggi e poesie.
La cosa non andò (forse perché la sfida iniziava a gennaio anziché a settembre?!?) e con la coda tra le gambe abbandonai (vedi qui) anche se, devo ammettere, l’idea di una sfida di lettura mi alletta ancora, la trovo molto stimolante.

Per questo ho deciso di lanciarmi in una sfida tutta mia, assolutamente personale il cui obiettivo è scoprire e leggere nuovi autori. L'idea mi è venuta quando ho scaricato l'app Bibliophilia sul mio cellulare ed ho iniziato a catalogare i libri di casa.
Le regole di Leggere tutti... dalla A alla Z saranno semplicissime e facili da rispettare:
- scovare un autore mai letto per ogni lettera dell’alfabeto e leggere un suo libro. Non è necessario seguire il rigoroso ordine alfabetico.
- vale qualunque genere (anche se so già dove andrò a parare!)
- sono ammessi autori già conosciuti – senza esagerare – solo se di questi si è letto un solo titolo, in modo da approfondirne la conoscenza senza cadere nella tentazione di leggere sempre i soliti e preferiti.
- l’elenco delle letture può essere fissato fin da ora ma può essere cambiato come e quando si vuole, l’importante è scoprire 26 nuovi scrittori.
- dare un voto da 1 a 5 al libro che si è letto e magari fare una piccola recensione
- durata della sfida: 1 anno: dal 1 settembre 2013 al 31 ottobre 2014


Che ve ne pare?
Un modo insolito per scegliere le proprie letture me questa volta conto di riuscirci. Se vi fa piacere potete unirvi a me, mi sentirò meno sola!

Questa, al momento, è la mia readlist, sono ben accetti consigli per completarla


A

B

C
Barbara Constantine – E poi, Paulette...

D
Matthew  Dicks – L’amico immaginario

E

F

G
Chiara Gamberale – Quattro etti d’amore, grazie (autore già conosciuto con L’amore quando c’era)

H

I

J

K

L
Charlotte Link – La casa delle sorelle

M

N
Amélie Nothomb – Dizionario dei nomi propri (di cui ho già letto Metafisica dei tubi)

O

P
Orhan Pamuk – Il signor Cevdet e i suoi figli (di cui ho già letto Il museo dell'innocenza)

Q

R

S

T

U

V

W

X

Y

Z
Zoran Zivkovic – Sei biblioteche

venerdì 19 aprile 2013

Venerdì del Libro - L'assertività: espressione di una sana stima di sé

Il libro che vi ho segnalato la scorsa settimana l’ho divorato in due giorni ed ho deciso di tenerlo sempre a portata di mano per rinfrescarmi all’occorrenza la memoria.
Come anticipato dall’autore, il testo non pretendeva di avere soluzioni preconfezionate e così è stato. Ognuno ha la sua storia e il suo vissuto particolare ed è impossibile trovare una ricetta che vada bene per tutti.
Mi è piaciuto leggerlo, mi ha fatto bene.
Mi ha dato conferma che non sono visionaria e mi ha aiutato a prendere consapevolezza di pratiche e meccanismi purtroppo assai frequenti in Italia.
Gesti e parole quasi mai sono casuali.
Sapere è potere, conferma nel libro l’autore, e ora so che posso – anzi devo – fare qualcosa. Adoperarmi per una comunicazione efficace in primis.
Nella bibliografia finale ho poi trovato altri interessanti spunti di lettura e, siccome sono in fase “manualistica” quanto a letture, ho acquistato uno di quelli suggeriti e ho già iniziato a leggerlo. Eccolo qui

Titolo: L'assertività: espressione di una sana stima di sé
Autore: Olga Castanyer
Curato da: Montuschi F.
Traduttore: Maestrini A. P.
Editore: Cittadella
Collana: Psicoguide
Edizione: 2
Data di Pubblicazione: Gennaio 2006
ISBN-13: 9788830806412
Pagine: 176
Reparto: Psicologia dell'educazione







L’autrice per "assertività" intende la capacità di stabilire buone relazioni interpersonali nei vari ambiti, da quello privato a quello lavorativo e collega questa qualità all'autostima intesa come capacità di provare affetto, stima e rispetto per se stessi e di conseguenza per gli altri.
Una visione forse un po’ diversa da quella che ne fanno altri manuali ma che subito mi ha attratto.
Il tono mi appare già (sono a pagina 30 e ho ancora molto da leggere) spigliato e colloquiale, molto simile al libro di Matteo Marini, anche se di molto precedente.
La casa editrice lo consiglia “a chi desidera sviluppare una sana autostima intesa come itinerario per lo sviluppo personale, grazie alla quale si acquista fiducia nel proprio valore unico e si possono far valere i propri giusti diritti, senza calpestare alcuno. L'autostima diventa così fondamento per riconoscere anche il valore unico degli altri e per affrontare con fiducia ed ottimismo i conflitti sociali”. 

Con questa segnalazione partecipo al Venerdì del Libro promosso da Homemademamma!
Buona lettura a tutti!

venerdì 12 aprile 2013

Venerdì del libro - Fucking monday

È tantissimo tempo che non partecipo al venerdì del libro, non perché le mie letture si siano arrestate ma per... lasciamo perdere vi tedierei soltanto.
La mia libreria di fiducia mi ha appena avvertito che è arrivato il libro che aspettavo e- essendo oggi venerdì- mi pare proprio azzeccato parlarne e partecipare di nuovo al Venerdì del Libro.
Eccolo qui

Titolo: Fucking monday. Corso di sopravvivenza in ufficio
Autore: Matteo Marini
Editore: De Vecchi
Data di Pubblicazione: Gennaio 2013
ISBN-13: 9788841201527
Pagine: 192
Reparto: Benessere, mente e corpo
Prezzo: € 9,90







Ho scelto di leggerlo perché sto vivendo un momento lavorativo particolarmente no e dalla premessa sembra non essere il solito “manualetto” ricco di promesse e null’altro.
Nell’introduzione (si nel frattempo ho già ritirato il libro e dato una sbirciatina!) Matteo Marini – psicologo del lavoro – dice: “Se siete convinti che il benessere sia costituito dall’assenza di malattie, questo libro sarà un ottimo surrogato al rotolo di carta posto alla destra del vostro water. Se pensate invece che vivere significhi promuovere il benessere e non semplicemente sopravvivere (in assenza di malattie), allora potreste trovare qualcosa di interessante nelle prossime pagine.
La vita lavorativa è l’esempio più eclatante di come molti si accontentano della pura sopravvivenza e niente più! Non si punta al benessere sul lavoro, ma si cerca solo di vivacchiare per arrivare prima possibile al fine settimana, ad agosto… alla pensione.

Sento che già mi piace.
Vi lascio anche con la presentazione che ne viene fatta in seconda di copertina:

Ansia, stress, mobbing, burn-out sono segnali di pericolo per se stessi e specchio di un mondo del lavoro sempre più difficile. Per affrontarlo c'è bisogno di informazioni chiare e di strumenti che, senza banalizzare, riconducano i problemi alla loro natura e dimensione reale. Con il suo stile ironico e informale, Matteo Marini ci fa comprendere i meccanismi complessi utilizzati per mettere in difficoltà le persone. Congegni a volte infernali che rendono invivibile il luogo di lavoro, appestano il clima organizzativo, minano l'efficienza del lavoro di gruppo e dei singoli e intrappolano le persone in dinamiche relazionali apparentemente senza uscita.
-         come riconoscere i segnali di pericolo e i rischi cui si va incontro trascurandoli.
-         Azioni semplici per proteggersi  dallo stress, non cedere alle vessazioni o manipolazioni da parte di colleghi o superiori, ritrovare un equilibrio che consente di fronteggiare le situazioni sgradevoli.
Per smettere di pensare con ansia o angoscia al lavoro. Per evitare il “mal di pancia da lunedì”.

Buona lettura a tutti!
Cri

martedì 22 gennaio 2013

Parole che... sento mie


Povero cuore
con la mano sul cuore, giuro,
che mai non ti vedrò
accompagnare il male
e voltare la testa
e piegare la schiena
abbassare la testa
e abbandonare la scena

(De Gregori - Passo d'uomo)

domenica 18 novembre 2012

L'importanza del titolo

Léon und Louise
Ogni istante di me e di te

Quale dei due libri vi attira di più? Quale sareste più propensi a comprare dovendo decidere solo dal titolo? E se vi dicessi che sono due titoli dello stesso romanzo?
Il primo è il titolo originale, il secondo e dell'edizione italiana pubblicata da Garzanti Libri.

Capitata in libreria la scorsa settimana mi è capitato tra le mani e, se mi fossi fermata al titolo, forse non l'avrei comprato. Poi ho scorso il risvolto e mi sono decisa per l'acquisto. È una storia terribile e romantica, così almeno promette di essere e mi è presa voglia di leggerlo. Personalmente trovo più  coinvolgente e accattivante il titolo originale e mi chiedo perché l'abbiano così tanto trasformato in italiano. Non vi sarebbe piaciuto di più un semplice Léon e Louise? Lo trovo più convincente.

Comunque... ora ce l'ho tra le mani, sono a pagina 10 e mi sta piacendo ma aspetto a pronunciarmi.
E voi? Cosa pensate dei titoli che subiscono terribili metamorfosi da una lingua all'altra?
Questo lo avete letto? Com'è?

Se volete provare ecco qualche informazione utile:


Titolo: Ogni istante di me e di te
Autore: Alex Capus 
Traduttore: Scarabelli R.
Editore: Garzanti Libri 
Collana: Narratori moderni 
Data di Pubblicazione: Settembre 2012
ISBN-13: 9788811670612
Prezzo: € 16,40
Pagine: 249
Formato: rilegato
Reparto: Narrativa




Dal risvolto di copertina:
Normandia, 1918. Léon e Louise amano pedalare controvento verso l'oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il loro nido. Lì, di fronte alla vastità dell'orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l'intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: «Ora e per sempre»  Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno una bomba li divide. Léon crede che lei sia morta e così Louise di lui. Eppure l'eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra, Léon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Léon la vede sul treno di fianco al suo. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l'immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d'aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un istante in cui si rincontreranno. Perché quel giuramento non ha mai smesso di vivere. E anche se  tutto è ancora impossibile, è destinato a durare per sempre...

sabato 10 novembre 2012

Mi arrendo


Non leggete per divertirvi o per istruirvi. Leggete per vivere
(G. flaubert)

Quasi un anno fa ho iniziato la sfida LeggiAmo con entusiasmo e determinazione.
Oggi sono qui per abbandonarla.
Ho scoperto che non riesco a leggere i libri di un elenco imposto e prefissato.
In questi mesi, tra alti e bassi, ho letto tanti libri ma spesso quelli che mi chiamavano dallo scaffale per essere letti  non erano nell’elenco che mi ero data. Mi sono dedicata ad altre vite, ad altri personaggi. Quelli scelti all'inizio per la sfida dovranno aspettare ancora un po’, fino a quando non sarò pronta per loro.
Normalmente non lascio mai una cosa a metà,  non amo interrompere o non portare a termine le cose che inizio ma qui è diverso.
Non voglio sentirmi costretta in tempi e titoli stabiliti, si tratta di lettura, si tratta di piacere, si tratta della cosa che mi piace di più al mondo!
E così mi avvalgo dei diritti imprescrittibili del lettore e abbandono la sfida (ma non smetto di leggere).

I 10 diritti dei lettori
(brani tratti da Daniel Pennac, Come un romanzo, Milano, Feltrinelli, 1999)
1. Il diritto di non leggere
(…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere. (…) tra un buon
libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo.
(…) se possiamo tranquillamente ammettere che un singolo individuo rifiuti la lettura, è intollerabile che egli sia – o si ritenga – rifiutato da essa.

2. Il diritto di saltare le pagine
Ho saltato delle pagine (…).E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo
li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.

3. Il diritto di non finire il libro
Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…)

4. Il diritto di rileggere
Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…)
Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
(…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi.
Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E, parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro … Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.

6. Il diritto al bovarismo
È questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (…)

7. Il diritto di leggere ovunque
Qualunque luogo è buono per chi ami la lettura….

8. Il diritto di spizzicare
È la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo.

9. Il diritto di leggere ad alta voce
L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.(…)

10. Il diritto di tacere
L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…)
(…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.

mercoledì 3 ottobre 2012

Parole che... mi danno coraggio


Oggi, al rientro in casa, ho notato che il mio libro con i pensieri dei maestri d'oriente (della collana Saggezze dell'umanità) era aperto su una pagina sbagliata. Domenica forse qualche ospite lo ha sfogliato lasciandolo aperto sul 25 luglio (è vero che non giro la pagina ogni giorno ma non ero rimasta così indietro!).
Stavo per rimetterlo a posto quando la frase di quel giorno lontano ha attirato la mia attenzione. Sembrava proprio volesse dirmi qualcosa e io ho deciso di stare ad ascoltare:

Sappi accettare la tua notte, prendi il tuo male con pazienza.
L'aurora cresce nel più profondo della notte,
il frutto germina nel ventre oscuro della terra.
Il dono della notte ti sarà forse propizio più di quello della luce. 
Faouzi Skali